Visite guidate alla Casa delle Aie e all'Orto Botanico dei frutti dimenticati
Le attività dell'Associazione Culturale Casa delle Aie riprendono all'insegna di Dante con tre visite guidate alla Casa delle Aie e all'Orto Botanico dei frutti dimenticati.
Nel segno di Dante, perché il grande architetto Camillo Morigia (1743-1795), che ha progettato nel 1780 la tomba di Dante a Ravenna, ha progettato a Cervia la Casa delle AIE (1790) e l'oratorio di San Lorenzo a Castiglione di Cervia (1794).
La Casa delle Aie
Nella visita guidata si parlerà anche del settecentesco edificio cervese. “Una casa al servizio della pineta”, aveva titolato Gino Pilandri un suo saggio del 1995 dedicato alla Casa delle Aie. In effetti la Casa delle AIE è stata per alcuni secoli, dal 1790 agli anni immediatamente successivi alla Prima Guerra Mondiale, una struttura indispensabile per la pineta e in particolare per la lavorazione delle pigne. Fino alla Prima Guerra Mondiale la pineta circondava l'edifico settecentesco. Il nome derivava dall'ampio piazzale che l'edificio aveva accanto, ripartito in varie zone, ovvero aie, in ognuna delle quali si svolgeva un determinato tipo di lavoro. La lavorazione delle pigne era tesa all'estrazione dei pinoli, utilizzati non solo in cucina, nell'alimentazione, ma anche nell'industria dolciaria e farmaceutica.
L'Orto Botanico dei frutti dimenticati
La visita guidata alla Casa delle AIE sarà integrata dalla visita all'Orto Botanico dei Frutti Dimenticati. L'orto è stato inaugurato nel maggio del 2013 ed oggi costituisce un’importante risorsa culturale, didattica e turistica. L’Orto è stato realizzato dall’Associazione Culturale Casa delle Aie con la collaborazione del Comune di Cervia. In un’area di 1200 metri quadrati in prossimità delle Aie, concessa dal Comune, sono state messe a dimora alcune decine di “piante dimenticate”, presentate con cartellini che riproducono la denominazione in italiano ed anche in dialetto.
L’idea di allestire un Orto Botanico dei Frutti Dimenticati. rilanciata da Renato Lombardi, riprendeva un’intuizione che aveva avuto Umberto Foschi negli anni Sessanta. Dall’idea si è passati alla concreta realizzazione grazie all’impegno di Mario Stella e di Gianfranco Zavalloni,
Quelle messe a dimora erano giovani piante, che nel giro di alcuni anni sono cresciute e sono diventate una testimonianza fondamentale di una tradizione, che Umberto Foschi descriveva con queste parole: Attorno alla casa, accanto agli alti pioppi e ai giovani pini, sorgerà un vero e proprio orto botanico colle piante un tempo comuni nelle aie attorno alle vecchie case rurali; per ora c'è solo il rosmarino, il giuggiolo, il noce, bisognerà aggiungervi il melograno, il nespolo, il sorbo, il melo lazzeruolo, il cotogno, l'uva spina, varie qualità di vecchi prugni, l'erba cedrina, ciuffi di biancospino e di sambuco. In una parola dovranno tornare a vivere le piante familiari nelle aie e negli orti della nostra infanzia da qualche tempo bandite perchè non redditizie.
Seguendo a distanza di molti anni il suggerimento di Umberto Foschi sono state messe a dimora le seguenti piante: azzeruolo, noce, mirabolano, prugno, giuggiolo, alcune varietà di melo a cominciare dal melo cotogno, corbezzolo, fico nero, uva fragola, gelso bianco. pero volpino, ribes nero, ribes rosso, sorbo, nocciolo, melo cotogno, pero lauro, melograno, nespolo, ulivo, mandorlo, pero volpino e pero broccolino. Si tratta una varietà di frutti che erano una volta diffusi nelle nostre campagne e che costituiscono un patrimonio di biodiversità da conservare e valorizzare. L’Orto botanico nasce in prossimità del Bosco dei nuovi nati.
Maggiori informazioni:
15 giugno, 6 luglio, 17 agosto, 7 settembre 2026
Casa delle Aie, Via Aldo Ascione 4 - Savio di Cervia
338 3791838
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